La Dieta del saggio

Testo latino a fronte. A cura di Lucio Coco

Pubblicazione:  22 marzo 2016
Edizione:  1
Pagine:  56
Peso:  70 (gr)
Collana:  P9 Lampi  sezione: Lampi d'autore
Formato:  102x165x5 (mm)
Confezione:  Brossura con bandelle
EAN:  9788810567289 9788810567289
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Descrizione
In diverse occasioni, soprattutto nelle Lettere morali a Lucilio, Seneca fornisce dettagli sulla sua vita privata e sulle sue abitudini alimentari. Se i suoi contemporanei prediligono tavole imbandite con ostriche di lago e carne di cinghiale, lingue di fenicottero e vini addolciti dal miele, il filosofo opta per la frugalità di brodini e polenta, pane d’orzo e acqua semplice. Seneca ritiene, infatti, che il cibo rappresenti un’occasione per esercitare la virtù, per separare ciò che è essenziale da ciò che non lo è, un esercizio che presenta diversi punti di contatto con i precetti sui cibi della tradizione ascetica e monastica cristiana.
Sommario
Introduzione. Per un’etica del cibo.  Nota biografica.  Nota bibliografica.  Abbreviazioni.  La dieta del saggio. 1. Lo spettacolo del cibo.  2. Peccati di gola.  3. Etica del mangiare.  4. A pranzo. 5. Massime alimentari.
Note sull'autore
Lucio Anneo Seneca (4 a.C.-65 d.C.) si trasferì ancora giovane dalla natia Cordoba a Roma per studiare filosofia e retorica. Avviato dal padre alla carriera politica, ebbe rapporti difficili con gli imperatori: Caligola progettò di farlo uccidere e Claudio lo esiliò in Corsica. Precettore di Nerone, negli ultimi anni della sua esistenza Seneca abbandonò il ruolo di consigliere per dedicarsi alla vita contemplativa. Accusato di aver partecipato a una congiura contro l’imperatore, decise di suicidarsi. 
Lucio Coco all’attività di docente affianca il lavoro di ricerca sulla tradizione patristica. Ha curato numerose edizioni di Padri della Chiesa greci e latini. Collabora attivamente alla collana dei Testi Patristici dell’editrice Città Nuova presso la quale ha pubblicato in prima edizione importanti opere di Giovanni Crisostomo, Evagrio Pontico, Gregorio di Nazianzo. Altri suoi lavori hanno avuto per oggetto la spiritualità medievale (Gertrude di Helfta, Tommaso da Kempis) e la spiritualità della lettura.