Rimozione di un genocidio

La memoria lunga del popolo armeno

Pubblicazione:  13 luglio 2015
Edizione:  1
Pagine:  56
Peso:  70 (gr)
Collana:  P9 Lampi
Formato:  102x165x5 (mm)
Confezione:  Brossura con bandelle
EAN:  9788810567111 9788810567111
€ 6,00 € 5,10
Sconto:  15%
Risparmi: € 0,90 ogni copia
Descrizione
In una notte di fine giugno del 1915, tre donne, un uomo e un bambino rimasto senza genitori scappano verso le montagne. L’esercito turco ha lasciato nel loro villaggio solo morti e rovine, una delle tante prove del genocidio armeno avvenuto tra il 1915 e il 1922. I cinque fuggiaschi hanno perso tutto, ma riescono a portare in salvo un prezioso libro liturgico conservato da sette secoli in un monastero. È alto quasi un metro e pesa poco meno di trenta chili. È il prezioso brandello di memoria di un popolo massacrato e disperso. Nella lunga e tormentata storia del popolo armeno, da sempre ponte tra Oriente e Occidente, due elementi si sono rivelati fondamentali: l’adesione al cristianesimo e l’invenzione dell’alfabeto, che con le sue 39 lettere segue come un perfetto strumento tutte le sfumature fonetiche di una lingua antichissima. Il destino di testimonianza e di martirio che spesso toccò a comunità disperse e finite sotto il giogo dei più svariati dominatori – dal sultano ottomano Abdul-Hamid II al governo dei «Giovani Turchi» – rese indispensabile il possesso di un «libro», di solito un testo sacro, da portare con sé come prezioso pegno salvifico. Una «casa di parole» per continuare a vivere e poter conservare la memoria religiosa e civile dopo le persecuzioni, i massacri e le umilianti rimozioni che la storia talvolta riserva.
Sommario
Introduzione.  La lingua e la terra.  Rimozione di un genocidio.
Note sull'autore
Antonia Arslan, scrittrice e saggista di origine armena, ha insegnato Letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università di Padova. Ha tradotto due raccolte di liriche del poeta Daniel Varujan – Il canto del pane (Guerrini e associati 1992) e Mari di grano (Paoline 1995) – e nel 2004 ha pubblicato La masseria delle allodole (Rizzoli 2004), Premio Stresa 2004, tradotto in tutto il mondo e portato sullo schermo dai fratelli Taviani. Tra i suoi libri recenti: La strada di Smirne (Rizzoli 2009), Ishtar (Rizzoli 2010), Il cortile dei girasoli parlanti (Piemme 2011) e Il libro di Mush (Skira 2012).

Enzo Pace è stato docente ordinario di Sociologia delle religioni all'Università di Padova e direttore del Master sugli studi sull'Islam d'Europa. Visiting professor all'École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi, ha insegnato nelle Università di Amman, Jagellonica di Cracovia, Complutense di Madrid, Goiania e Federale di Rio grande do Sul, in Brasile. È co-editor dell’Annual Review of the Sociology of Religion.
Con EDB ha pubblicato una conversazione con Antonia Arslan dal titolo Rimozione di un genocidio. La memoria lunga del popolo armeno(2015) e Sociologia delle religioni (2016).