L' Imperativo gentile

Un contributo al dibattito su Amoris laetitia

Pubblicazione:  1 ottobre 2018
Edizione:  1
Pagine:  112
Peso:  182 (gr)
Collana:  C5 Etica teologica oggi
Formato:  140x210x8 (mm)
Confezione:  Brossura
EAN:  9788810406243 9788810406243
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Descrizione
Nel vivace dibattito suscitato dall’Amoris laetitia, i più severi critici «conservatori» di papa Francesco finiscono per trovarsi d’accordo con i suoi più entusiasti sostenitori «progressisti»: entrambi, da punti di vista opposti, considerano infatti il papa argentino un rivoluzionario che ha modificato la dottrina tradizionale della Chiesa, introducendo la dirompente novità del primato della coscienza individuale sulle norme morali oggettive insegnate dal magistero ecclesiastico. Attraverso un’analisi teologico-morale dei passaggi più importanti del capitolo VIII del documento pontificio e delle principali interpretazioni che ne sono state date, questo saggio dimostra che non è così. L’Amoris laetitia è in piena continuità con il magistero dei papi precedenti, anche là dove apre la possibilità, «in certi casi», di ammettere i divorziati risposati ai sacramenti della riconciliazione e dell’eucaristia. Lo scopo di questo libro è dunque di mostrare che il pluralismo pastorale non sfocia, necessariamente, nel relativismo dottrinale e che la decisione di concedere i sacramenti a chi si trova in una situazione «oggettiva» di peccato non esclude che, in altri casi, si possa altrettanto legittimamente decidere di non concederli.
Sommario
Introduzione. Una rivoluzione permanente.  I. «Perché non giudicate voi stessi?» (Lc 12,57). Primato della coscienza, norma morale e magistero.  II. «Ha dato tutto quello che aveva» (Mc 12,44). Situazione di peccato, discernimento e bene possibile.  III. «Una parola ha detto Dio, due ne ho udite» (Sal 62,12). Nuove unioni, assoluzione ed eucaristia.  IV. «L’uomo non divida quello che Dio ha congiunto» (Mt 19,6). L’indissolubilità del matrimonio «dopo» Amoris laetitia.  Conclusione. Dio non è pelagiano (e nemmeno giansenista).
Note sull'autore
Luciano Sesta insegna Filosofia e Storia nei Licei Statali e Antropologia filosofica e Bioetica all’Università di Palermo. Co-dirige la rivista Studium Philosophicum e fa parte del comitato di redazione delle riviste Anthropologica e Filosofia e teologia. Ha pubblicato numerosi saggi nell’ambito dell’etica fondamentale, della bioetica e della teologia morale. Di recente ha curato Philosophical Essays on Language, Ontology and Science (con G. Licata, Franco Angeli 2013), La città di Antigone. Etica, diritto naturale e persona in R. Spaemann (Orthotes 2015) e La filosofia e le chiavi della prigione. Libero arbitrio e imputabilità fra neuroscienze e diritto (in Il campo della metafisica, Palermo University Press 2017).